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04/09/2002
Convenzione Nazionale
Che cosa propongono le parti che hanno sottoscritto la Convenzione Nazionale, in data 4 settembre 2002.

Le parti sindacali, tra cui anche l'U.P.P.I., sottoscriventi la Convenzione Nazionale sui contratti di affitto nel valutare la situazione del mercato immobiliare, convengono sulla necessità di intraprendere iniziative comuni per fronteggiare la situazione attuale e determinare azioni congiunte per la risoluzione di problemi che ancora gravano sul mercato delle locazioni.

Ciò premesso convengono che:

L’utilizzo della legge 431/98, pur non risolvendo completamente le questioni relative ai problemi abitativi del Paese, ha permesso buone condizioni di operatività. Anche se gli affitti concordati hanno avuto un utilizzo limitato. A tal fine occorre un nuovo e più forte impegno affinché gli affitti calmierati si affermino nel mercato delle locazioni su tutto il territorio nazionale, specialmente in una fase economicamente difficile per la difesa del potere di acquisto delle famiglie italiane. Allo stesso modo occorre utilizzare gli accordi raggiunti per i contratti transitori e quelli per gli studenti universitari al fine di rispondere alle nuove esigenze di mobilità lavorativa e di dare risposte positive agli studenti fuori sede. A questo fine le parti sottoscriventi l’intesa convengono su: la predisposizione di una capillare campagna di informazione che consenta a proprietari ed inquilini di conoscere le agevolazioni offerte dalla legge; l’opportunità di istituire tra le parti periodiche relazioni sindacali, attraverso un tavolo di confronto, che favoriscano azioni congiunte di sostegno comune alla risoluzione dei problemi della casa; la necessità di favorire l’affermazione dei contratti concordati su tutto il territorio nazionale.

A questo fine le parti sottoscriventi l’intesa chiedono al Governo di:

aumentare le detrazioni fiscali per gli affitti concordati dal 30 al 50 %;
eliminare la tassazione sui contratti di locazione stipulati con famiglie sottoposte a procedure di sfratto;
aumentare le risorse economiche destinate al Fondo di sostegno all’affitto, portando il finanziamento a 500 milioni di Euro;
estendere su tutto il territorio nazionale l’utilizzo del canale concordato assistito dalle agevolazioni fiscali;
aumentare le agevolazioni fiscali a favore degli inquilini;
prevedere la certificazione della regolarità e congruità del contratto da parte delle organizzazioni Sindacali sottoscrittrici della Convenzione Nazionale al fine di evitare irregolarità sostanziali, fiscali e formali;
realizzare tra le Associazioni della Proprietà, Sindacati degli Inquilini, Governo e Autonomie locali specifici protocolli che regolamentino le relazioni sindacali;
confermare il provvedimento di agevolazione fiscale per le ristrutturazioni residenziali;
finanziare un piano straordinario per l’affitto sociale;
predisporre una capillare campagna di informazione, anche tramite spot televisivi, che consenta ai cittadini di conoscere le opportunità previste nella legge che governa il mercato delle locazioni con particolare riferimento alle tipologie contrattuali, alle agevolazioni fiscali, al Fondo di sostegno dell’affitto per le famiglie meno abbienti;
prevedere un tavolo di concertazione permanente tra le parti contraenti e i Ministeri competenti per le politiche della casa.

Le parti sottoscriventi richiedono ai Comuni:

La realizzazione di intese locali per il rilancio del mercato dell’affitto;
L’azzeramento delle aliquote ICI per favorire l’affermazione dei contratti concordati;
L’istituzione di appositi Osservatori sulla condizione abitativa, con precipue finalità di censimento, monitoraggio, supporto informativo alle esigenze di domanda e di offerta di abitazioni in locazione.

A tal fine, nell’ambito di ogni osservatorio comunale, con l’apporto ed il sostegno dei medesimi comuni, dovrà essere istituito apposito sportello informativo ed una Commissione di Conciliazione Stragiudiziale, che intervengano su ogni controversia e verifichino in merito alla interpretazione, formulazione ed esecuzione dei contratti, nonché degli accordi territoriali integrativi.

L’Osservatorio dovrà essere composto da rappresentanti degli Enti, delle Organizzazione Sindacali dei Conduttori e di quelle dei Locatori assicurando, anche per quanto riguarda la Commissione di Conciliazione, criteri di pariteticità.

La sede degli Osservatori potrà essere ospitata presso i rispettivi Enti; Individuazione di aree a basso costo da destinare alla costruzione di edilizia residenziale per l’affitto a canone convenzionato sociale.