Il tema scelto nel 2019 per celebrare la 47esima edizione della Giornata mondiale dell’ambiente, svoltasi lo scorso 5 giugno, era “Sconfiggere l’inquinamento atmosferico”: circa 7 milioni di persone in tutto il mondo muoiono prematuramente ogni anno a causa dell’aria inquinata. Il Consiglio Nazionale dei Geologi, sempre attento alle tematiche dell’ambiente, ha aderito anche quest’anno all’iniziativa.

Come rimarca Vincenzo Giovine, vice presidente del Consiglio nazionale dei Geologi: “Bisogna puntare decisamente sulle fonti di energia rinnovabile riducendo sempre più il ricorso ai combustibili fossili per contrastare l’inquinamento atmosferico. Le rinnovabili rappresentano il futuro dell’economia del nostro Paese, in linea anche con l’obiettivo 7 dell’Agenda 2030 dell’Onu che recita: ‘Aumentare considerevolmente entro il 2030 la quota di energie rinnovabili nel consumo totale di energia’ e con l’Accordo di Parigi del 2015, firmato da 195 Paesi, che mira a ridurre le emissioni di anidride carbonica, uno dei principali e più pericolosi gas serra. Per migliorare la qualità dell’aria nel pianeta in cui viviamo – spiega Giovine – tutti possiamo e dobbiamo contribuire. A livello globale incentivando, come detto, l’utilizzo di fonti di energia ‘pulita’ e a livello individuale adottando semplici gesti quotidiani quali un utilizzo minore dell’automobile per andare a lavoro facendo ricorso, in sostituzione, a mezzi di trasporto green, come, ad esempio, la bicicletta”.

I responsabili di questo declino – continua Giovine – purtroppo, sono proprio gli uomini che contribuiscono con azioni disattente, a volte, criminali, concentrate unicamente a raccogliere, in tempi brevi, il massimo in termini economici dallo sfruttamento delle risorse offerte dall’ambiente, a compromettere sempre più l’ecosistema con il rischio che il danno divenga irreversibile e permanente. Al fine di porre un freno al rischio che si assista a un peggioramento drastico della qualità dell’aria nelle città in cui viviamo, è necessario che ciascuno di noi modifichi il proprio agire e adotti comportamenti corretti e virtuosi, a partire dall’utilizzo di tecnologie verdi, abbandonando azioni miopi che a lungo andare ledono anche la stessa vita dell’uomo”.

Come geologi ed esperti dell’ambiente – conclude il vice presidente CNG – abbiamo il dovere di insistere e sensibilizzare le istituzioni, i media e i cittadini affinché le tematiche dell’ambiente siano sempre più di attualità, interesse e impegno per tutti. Temi come la tutela della risorsa idrica superficiale e sotterranea, il consumo di suolo, i fenomeni di dissesto connessi agli aspetti climatici, non sono distanti ed estranei a noi e alle nostre attività ma ci coinvolgono in maniera diretta interagendo con le nostre esistenze”.

 

Da il "Quotidiano del Condominio" del 07/06/2019 clicca sull'immagine 

Nonostante le proteste dell’Uppi, più volte rimarcate nei mesi scorsi, l’effetto della legge di Bilancio 2019 che non ha prorogato il blocco delle addizionali locali e dell’Imu sulle seconde case, congelate nel 2016 sarà una vera e propria stangata.

Dunque regioni e comuni potranno aumentare le aliquote anche fino ai livelli massimi. Una simile vessazione non è sostenibile e non è tollerabile da parte dei proprietari di case. Si prevede una Imu al 9,4% dei capoluoghi, e una Tasi al 2,4%.

A Torino l’Imu sulle case affittate a canone concordato salirà dal 5,75 al 7,08 per mille. Da ricordare inoltre che alcuni Comuni hanno accorpato l’Imu e la Tasi: così facendo, con l’abolizione della Tasi, è stata aumentata l’Imu, che nel saldo finale non dovrebbe discostarsi dall’importo delle due imposte separate. Il proprietario potrà pagare inizialmente l’Imu con l’aliquota del 2018 e poi fare il conguaglio col saldo finale.

È poi sicuramente bene verificare le date di cessazione dei contratti di locazione perché un immobile non locato potrebbe avere una aliquota diversa rispetto a quando era occupata da un l’inquilino. Un accenno particolare per le case date in comodato ai figli: se il proprietario non avesse i requisiti per lo sconto previsto dallo Stato del 50%, potrebbe comunque ottenere delle riduzioni sulle aliquote fissate dai Comuni.

L’addizionale Irpef

Come se quanto sopra non fosse sufficiente, i Comuni spingono anche sull’acceleratore dell’addizionale Irpef grazie proprio alla reintroduzione della facoltà di aumentare i tributi locali, e sono già 469 i sindaci che hanno ritoccato all’insù il balzello. Questi si aggiungono ai 3173 che avevano già raggiunto l’aliquota massima. Il dato emerge dal corposo Rapporto 2019 sul coordinamento della finanza pubblica predisposto dalla Corte dei Conti e tenuto conto di ciò si può dire che quasi un comune su due incamera lo 0,8% dei redditi prodotti dai propri cittadini.

L’effetto è sempre lo stesso: aumentare il prelievo anche con l’addizionale che è una entrata sicura e poco percepibile. In questo quadro decisamente disastroso l’Uppi insisterà con forza e determinazione, nel corso dell’audizione del prossimo 12 giugno 2019 presso la Commissione Parlamentare di Vigilanza Anagrafe Tributaria, in seno alle indagini conoscitive e ricerche sulla gestione dei servizi di accertamento e riscossione dei tributi locali, unitamente a Federproprietà, quantomeno per il ritorno alle aliquote precedenti ed in generale per una più corretta e meno iniqua assurda tassazione sulla casa che, si ribadisce, non è e non può essere il “bancomat” dello Stato, e in generale per una maggiore tutela fiscale dei cittadini.

 

da "il quotidiano del condominio" del 06/06/2019 clicca sull'immagine per leggere l'articolo originale

 

Per la casa, è in arrivo una stangata di pagamenti. Lo sblocco delle addizionali previsto dalla legge di Bilancio farà sentire i suoi effetti a partire dalla scadenza del prossimo 17 giugno.

Nonostante le proteste dell’UPPI più volte rimarcate nei mesi scorsi l'effetto della legge di Bilancio 2019 che non ha prorogato il blocco delle addizionali locali e dell'Imu sulle seconde case, congelate nel 2016 sarà una vera e propria stangata.

Dunque regioni e comuni potranno aumentare le aliquote anche fino ai livelli massimi. Una simile vessazione non è sostenibile e non è tollerabile da parte dei proprietari di case. Si prevede una Imu al 9,4% dei capoluoghi, e una Tasi al 2,4% . A Torino l'Imu sulle case affittate a canone concordato salirà dal 5,75 al 7,08 per mille. Da ricordare inoltre che alcuni Comuni hanno accorpato l'Imu e la Tasi: così facendo, con l'abolizione della Tasi, è stata aumentata l'Imu che nel saldo finale non dovrebbe discostarsi dall'importo delle due imposte separate. Il proprietario potrà potrà pagare inizialmente l'Imu con l'aliquota del 2018 e poi fare il conguaglio col saldo finale. E’ poi sicuramente bene verificare le date di cessazione dei contratti di locazione perché un immobile non locato potrebbe avere una aliquota diversa rispetto a quando era occupata da un l'inquilino. Un accenno particolare per le case date in comodato ai figli: se il proprietario non avesse i requisiti per lo sconto previsto dallo Stato del 50%, potrebbe comunque ottenere delle riduzioni sulle aliquote fissate dai Comuni. Come se quanto sopra non fosse sufficiente i Comuni spingono anche sull’acceleratore dell’addizionale Irpef grazie proprio alla reintroduzione della facoltà di aumentare i tributi locali, e sono già 469 i sindaci che hanno ritoccato all’insù il balzello. Questi si aggiungono ai 3173 che avevano già raggiunto l’aliquota massima. Il dato emerge dal corposo Rapporto 2019 sul coordinamento della finanza pubblica predisposto dalla Corte dei Conti e tenuto conto di ciò si può dire che quasi un comune su due incamera lo 0.8% dei redditi prodotti dai propri cittadini. L’effetto è sempre lo stesso: aumentare il prelievo anche con l’addizionale che è una entrata sicura e poco percepibile. In questo quadro decisamente disastroso l’UPPI insisterà con forza e determinazione, nel corso dell’audizione del prossimo 12 Giugno 2019 presso la Commissione Parlamentare di Vigilanza Anagrafe Tributaria, in seno alle indagini conoscitive e ricerche sulla gestione dei servizi di accertamento e riscossione dei tributi locali, unitamente a Federproprietà, quantomeno per il ritorno alle aliquote precedenti ed in generale per una più corretta e meno iniqua assurda tassazione sulla casa che, si ribadisce, non è e non può essere il “bancomat” dello Stato, e in generale per una maggiore tutela fiscale dei cittadini.

UPPI Nazionale

Secondo il nuovo Pgt la città avrà più alloggi in affitto per i giovani, case popolari più curate nella manutenzione e tanti nuovi palazzi dove gli appartamenti verranno dati in locazione a canoni sociali, quindi calmierati. Questo, sulla carta. Ma ieri l’assessore all’Urbanistica Piefrancesco Maran e quello all’Edilizia pubblica Gabriele Rabaiotti hanno annunciato quelle che saranno le future contromisure per evitare che gli immobiliaristi nel tempo si "dimentichino" di applicare concretamente gli accordi presi. Nella commissione congiunta che si è tenuta a Palazzo Marino i due assessori hanno convenuto di ampliare le funzioni dell’agenzia sociale per la locazione "Milano Abitare", che già si occupa dei contratti a canone concordato del Comune, in modo che possa agire anche come organo di controllo per i contratti ( a canone moderato) tra privati e cittadini.

In pratica, nella Milano del futuro, quella sulla quale si stanno avventando gli immobiliaristi di tutto il mondo, perché la città fa sempre più gola, un occhio di riguardo sarà per chi dispone di redditi normali, da lavoro, non ricchezze da calciatore. Si parla quindi di 1.300 alloggi in nove aree comunali, 4 mila alloggi nei piani edilizi già approvati e 2.200 alloggi sugli ex scali ferroviari: in totale 7.500 nuove case in affitti per il ceto medio e per i redditi medio bassi. Vista la quantità di giovani che vogliono venire a stare a Milano, il Comune ha concesso il 20 per cento di sconto sugli oneri di urbanizzazione a chi realizza immobili da affittare in prossimità della metropolitana così da favorire una mobilità ecologica anche di fronte a una crescita degli abitanti.

"L’agenzia dovrà verificare che gli impegni delle convenzioni vengano rispettati — spiegano Rabaiotti e Maran — Quindi che vadano ad intercettare il target sociale che noi abbiamo individuato, quello dei giovani e degli stipendi bassi. E che poi anche alla scadenza dei contratti, queste condizioni vengano rinnovate per gli inquilini successivi. Noi vogliamo che ci sia più canone concordato e convenzionato, quindi un’articolazione di proposte che superi la semplice scelta fra mercato libero degli affitti e case popolari pubbliche".

Intanto ieri, a San Siro, c’è stato un vertice per provare a migliorare la qualità della vita dei residenti, a partire dal tema della sicurezza e del degrado dei cortili delle case popolari Aler, che la Regione promette verranno gradualmente recuperati e poi presidiati dai custodi sociali. Dopo i 43 milioni di euro investiti per il contratto di quartiere — che ha portato alla riqualificazione di oltre 1.100 alloggi, di un asilo nido e di vari servizi pubblici come il mercato e il centro anziani — ora si punta sul recupero degli spazi pubblici vuoti, sull’assegnazione tramite bando di questi locali e "sul lavoro dei giovani con accordi simili a quelli fatti al Gratosoglio anche grazie a Confcommercio", ha spiegato il sindaco Giuseppe Sala che era assieme a Rabaiotti, al presidente della Regione Attilio Fontana e quello di Aler, Angelo Sala. Accordi sono stati firmati per proseguire il percorso, contando anche sull’appoggio del laboratorio di quartiere e delle associazioni di volontariato.

 

articolo de La Repubblica di Zita Dazzi

No a nuove patrimoniali sulla prima casa.

È la posizione emersa dalla riunione del Coordinamento unitario dei proprietari immobiliari (Federproprietà, Confappi, Uppi, Movimento in difesa della casa) riunitosi nei giorni scorsi a Roma per valutare alcuni orientamenti che sono emersi nel corso del recente dibattito parlamentare e sindacale. Secondo il Coordinamento, “un’ulteriore tassa o tributo, che si voglia chiamare, è equiparabile, in questo momento particolarmente difficile per le famiglie, ad uno scippo simile ad un precedente degli anni ’90. Se questa sciagura dovesse verificarsi, il Coordinamento dei proprietari di case dovrà valutarla necessariamente in vista delle prossime scadenze elettorali e a tal fine organizzerà manifestazioni in tutte le regioni contro i fautori del provvedimento. I proprietari di case, quindi, ribadiscono la loro contrarietà e si comporteranno di conseguenza”.

MANOVRA FINANZIARIA INADEGUATA

Il malessere della proprietà immobiliare è aggravato da imposizioni e tasse dalle quali non si scorge alcuna riduzione, nonostante i proprietari versino all'erario annualmente oltre 50 milioni di euro. 

La tassazione attuale è divenuta sproporzionata rispetto alla realtà europea e di tale importo versato ben poco viene reinvestito a favore del comparto "casa", un "bene costituzionalmente protetto", mentre non si prevede, da parte del governo, alcun piano a favore delle fasce deboli malgrado le sollecitazioni del Coordinamento. 

Il Coordinamento invita il Governo a voler prendere provvedimenti celeri e concreti circa la soluzione del problema del disagio abitativo favorendo in questo modo

l’U.P.P.I. critica il mancato aggiornamento del software per la registrazione dei contratti e l’assenza di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate. 

L'U. P. P. I. osserva con preoccupazione come, ad oltre due mesi dall’entrata in vigore della cedolare secca per i negozi, non sia ancora disponibile l’aggiornamento del software RLI per la registrazione telematica dei contratti di locazione. 

La registrazione cartacea e l’assenza di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle entrate circa l’effettiva modalità di applicazione stanno creando notevoli problemi interpretativi ai piccoli proprietari. 

Dai dati in nostro possesso i contratti finora registrati sono ben oltre inferiori alle stime del Governo a dimostrazione che sarebbe stato corretto allargare l’applicazione prevista per i soli negozi alle locazioni che gravitano intorno a tutte le attività commerciali, alberghiere e artigianali come gli uffici, i deposti e i laboratori artigianali, già fortemente in crisi a causa della recessione economica.

L'applicazione della cedolare secca ai soli contratti di locazione stipulati nel 2019 ed esclusivamente nei casi in cui non risulti già in essere un contratto tra le medesime parti e per lo stesso immobile al 15 ottobre 2018, non considerando nemmeno i contratti che andranno a scadenza nel 2019, oltre a violare il principio di equità fiscale, sta limitando l’applicazione della cedolare secca a poche migliaia di immobili incentivando, invece, gli sfratti per poter sottoscrivere, dal 2019, nuovi contratti con nuovi soggetti. 

L'U. P. P. I. ribadisce che solo un alleggerimento della tassazione sulla proprietà immobiliare consentirà al settore di riacquistare spinta e di trainare l’economia del Paese intero verso la ripresa economica, contribuendo così al rispetto degli impegni europei in termini di rapporto deficit/PIL ed invita il Legislatore ad intervenire al più presto per ampliare la platea di contratti che potranno beneficiare della cedolare secca ed eliminando la limitazione temporale alla sola annualità 2019. 

L'U. P. P. I. richiede, inoltre, la mancata applicazione delle sanzioni per i locatori che hanno esercitato l’opzione in caso di errata interpretazione della norma. 

ACCORDO FIRMATO CON I COMUNI DI CESATE, GARBAGNATE E SOLARO 

Accordo firmato: affitti meno cari grazie all'iniziativa di Comuni Insieme.

ATTENTI ALLE SCALE!

Per avere il risarcimento, in caso di caduta dalle scale del condominio, si deve provare il nesso di causalità tra la cosa in custodia e il danno.

IL CANONE CONCORDATO: COS'E' E QUALI AGEVOLAZIONI HA

Con la Legge di Stabilità 2016, il contratto di locazione a canone concordato è diventato ancora più vantaggioso, dal punto di vista fiscale.

NUOVA LEGGE REGIONALE SUL TURISMO

Dalla nuova Legge Regionale sul Turismo nuove regole sui servizi ricettivi

PAGINA FACEBOOK UPPI MILANO

Uppi Milano ha creato la sua pagina Facebook

Uppi-Milano

www.facebook.com/uppimilano

NOVITA' "SALVA-INQUILINI" NELLA LEGGE DI STABILITA' PER IL 2016

Con l’articolo 1, comma 59, della L. n° 208 del 2015, i cui effetti inizieranno a decorrere dal 1° gennaio 2016, viene modificato profondamente l’art. 13 della L. n° 431 del 1998 che disciplina i patti contrari alla legge in materia di locazioni ad uso abitativo.

ACCORDO CON L'UNIVERSITA' STATALE DI MILANO


Tra l’U.P.P.I. e l’Università Statale di Milano è stata conclusa un’ importante convenzione che porterà, riteniamo, dei grandi vantaggi a tutti i nostri associati.
Tale accordo permetterà a tutti coloro che vogliono concedere in locazione un appartamento di poter intercettare -in via privilegiata- l’enorme bacino degli studenti fuorisede dell’Università, consentendo un contatto diretto e veloce con i possibili conduttori.

SIGLATO ACCORDO CON IL COMUNE DI MEDA

CONTABILIZZAZIONE CALORE SENZA SANZIONI FINO AL 2016

Anche se rimane l’obbligo per i privati della Regione Lombardia di installare sui propri impianti di riscaldamento i dispositivi per la termoregolazione e la contabilizzazione del calore, le sanzioni previste per gli inadempienti non scatteranno fino al 31 dicembre 2016.